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CONSIGLIO DIRETTIVO FAIM: Rafforzare la rappresentanza associativa degli italiani nel mondo come condizione di cambiamento positivo, solidale e partecipato

Il Consiglio Direttivo del Forum delle associazioni degli italiani nel mondo (FAIM) si è riunito venerdì 6 Aprile, a Roma. La discussione si è concentrata su una analisi del quadro sociale e politico e ha approvato le linee di sviluppo organizzativo e operativo proposte dal Comitato di Coordinamento. Alla riunione hanno partecipato i componenti delle diverse federazioni associative italiane e regionali e quelli giunti da Francia, Argentina, Svezia, Australia e Spagna.

I lavori sono stati aperti dal presidente del CD, Rodolfo Ricci, che partendo da una valutazione dei risultati del voto all’estero ha evidenziato i cambiamenti strutturali che attraversano le collettività emigrate e la necessità di una riflessione approfondita su come l’associazionismo può al meglio rappresentarle e contribuire a rispondere a bisogni ed aspettative di una popolazione oltre confine che è passata dai circa 3,6 milioni del 2006 agli attuali 5,6 milioni (iscritti all’Anagrafe Consolare), oltre ad un altro milione di persone che pur essendo all’estero non figura nelle statistiche ufficiali (Nuova emigrazione).

ELEZIONI POLITICHE 2018: Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

Le Proposte della CGIL per gli italiani all’estero e la nuova emigrazione

  

Le elezioni politiche del 4 marzo 2018 si svolgono in un contesto che è profondamente mutato rispetto alla consultazione elettorale generale precedente:

la presenza delle nostre collettività all’estero è cresciuta nel corso dell’ultimo decennio, da 3,6 a oltre 5 milioni di persone. In particolare, la cosiddetta “nuova emigrazione”, che già manifestava cinque anni fa segnali di crescita consistente, si è sviluppata negli ultimi tre anni avvicinandosi ai 300mila espatri all’anno. Non si tratta più solo di emigrazione giovanile con livelli medio-alti di scolarizzazione, ma anche di famiglie con i figli al seguito.

In Italia perdurano i bassi livelli di crescita causati da politiche economiche restrittive e di austerity, da insufficienti investimenti, dalla precarizzazione del lavoro, dalla riduzione del welfare; è dunque ipotizzabile che i nuovi flussi di espatri continuino a mantenersi nei prossimi anni su queste dimensioni, analoghe, per entità, a quelle dell’emigrazione degli anni ’60 del ‘900.

La Nuova Emigrazione Italiana al centro dei lavori della Plenaria del CGIE

La seconda Assemblea plenaria del CGIE si è svolta a Roma, presso la Farnesina, dal 22 al 24 novembre, preceduta dalle riunioni delle commissioni continentali e tematiche che si sono svolte il 20 e il 21. Numerose, come sempre, le questioni e i temi in discussione. A partire dalla proposta di riforma di Comites e Cgie, che ha occupato l’intera giornata del 22 novembre con un confronto in plenaria a tratti teso e confuso. I due articolati di riforma alla fine approvati contengono una serie di modifiche, acquisiti dal contributo dei vari comites e consiglieri nell’arco dell’anno, che tuttavia non sembrano, complessivamente, del tutto adeguati alla nuova stagione che si è aperta anche a seguito della ripartenza di grandi flussi di nuova emigrazione.  Stiamo attraversando una fase di transizione complessa i cui tratti ancora non sembrano completamente acquisiti nelle loro conseguenze.