alveareFAIM-1.gifalveareFAIM-2.jpg

La Nuova Emigrazione Italiana al centro dei lavori della Plenaria del CGIE

La seconda Assemblea plenaria del CGIE si è svolta a Roma, presso la Farnesina, dal 22 al 24 novembre, preceduta dalle riunioni delle commissioni continentali e tematiche che si sono svolte il 20 e il 21. Numerose, come sempre, le questioni e i temi in discussione. A partire dalla proposta di riforma di Comites e Cgie, che ha occupato l’intera giornata del 22 novembre con un confronto in plenaria a tratti teso e confuso. I due articolati di riforma alla fine approvati contengono una serie di modifiche, acquisiti dal contributo dei vari comites e consiglieri nell’arco dell’anno, che tuttavia non sembrano, complessivamente, del tutto adeguati alla nuova stagione che si è aperta anche a seguito della ripartenza di grandi flussi di nuova emigrazione.  Stiamo attraversando una fase di transizione complessa i cui tratti ancora non sembrano completamente acquisiti nelle loro conseguenze.

 

Altro tema di discussione è stata la valutazione della legge finanziaria e degli emendamenti proposti in sede parlamentare che ha fatto emergere alcuni elementi positivi e di inversione di rotta rispetto alla politica di tagli durata per l’intero decennio, anche se i fabbisogni sono nettamente superiori a quanto è stato possibile acquisire sui diversi capitoli di spesa, dalla scuola e cultura, all’attività dei Comites e Cgie, alla Stampa ed editoria, al coinvolgimento delle collettività nelle azioni di internazionalizzazione, alla situazione della rete consolare e dei servizi, su cui, tuttavia, per la prima volta dopo molti anni, vi sono interventi per rimpinguare l’organico dei consolati, con la riapertura dei concorsi per la carriera amministrativa e per i contrattisti.

L’intera assemblea è stata percorsa dal tema ricorrente, poi trattato in modo approfondito nella giornata di venerdì, del nuovo soggetto rappresentato dalla nuova emigrazione, composita e crescente, che cambia radicalmente il quadro di riferimento della discussione e delle politiche per l’emigrazione, per lungo tempo concentrata su un modello interpretativo che riguardava l’emigrazione tradizionale e da tempo insediata all’estero. Il fatto che l’entità complessiva della popolazione emigrata sia lievitata di circa il 60% in dieci anni, passando da 3.6 milioni ad oltre 5 milioni e che i nuovi flussi di emigrazione si situino ormai intorno alle 300mila partenze ogni anno a partire dal 2014-2015, cambia radicalmente l’orizzonte di riferimento.

Tutti ormai sono convinti che si apre una stagione nuova di analisi, di rivendicazioni e di rappresentanza che è stata colta perfettamente anche da parte dell’Amministrazione del Maeci, nella nuova gestione particolarmente sensibile ed aperta, del Direttore Generale Luigi Vignali. La consistenza dei cambiamenti sembrano alludere ad un cambio anche sul fronte degli interlocutori istituzionali, con la presenza del Ministero del Lavoro già rilevata in occasione della precedente assemblea di marzo scorso e delle Regioni, quale articolazione fondamentale dello Stato per ogni intervento che non sia episodico.

Quindi, l’approntamento del tavolo di lavoro tra CGIE, MAECI e MIN.LAVORO sul tema dell’orientamento e dell’accompagnamento della nuova emigrazione, quello analogo sui lavoratori frontalieri, la programmazione della conferenza dei giovani, della Conferenza permanente Stato-Regioni-Prov. Autonome-Cgie, del convegno sulla dimensione di genere in emigrazione, appuntamenti tutti programmati tra la fine del prossimo anno e l’inizio del 2019, sembrano essere caratterizzati dai nuovi contesti descritti. Anche la proposta convenzione tra Patronati e Maeci e il più ampio coinvolgimento dell’associazionismo di emigrazione in ogni politica attiva, rientrano in tale nuovo scenario.

Così come la dimensione della rappresentanza, del voto all’estero e della compagine parlamentare (modificata con il recente e fortemente criticato emendamento Lupi), nella loro interazione con l’associazionismo, con i Comites e il Cgie, saranno influenzati e oggettivamente riconfigurati dalle modificazioni che stanno avvenendo.

Vi è infine una consapevolezza crescente, anche se non del tutto adeguata alle circostanze: la questione emigrazione, torna a costituire un ambito di interessa nazionale, laddove il brain drain verso altri paesi e la fuga di tanti giovani e ormai di intere famiglie, implicano un impoverimento oggettivo del paese e in particolare di alcune aree del meridione, coinvolte a loro volta anche in importanti flussi emigratori verso il nord del paese.

Da questo punto di vista, nella misura in cui il Cgie saprà cogliere questi cambiamenti e saprà proporre soluzioni adeguate potrà ambire ad emanciparsi da una dimensione settoriale e diventare un organo di rappresentanza di rilievo nazionale.

 

FONTE: Emigrazione Notizie

 

CONTINUA A LEGGERE SU EMIGRAZIONE NOTIZIE

I servizi quotidiani sullo svolgimento dell’Assemblea