2- La FIEI del futuro: Intervista a Rino Giuliani
"Il cambiamento della Federazione ci renderà più forti perché il nuovo direttivo rappresenterà in maniera concreta e più precisa l'intero mondo su cui
interveniamo"
ROMA - Con il secondo Congresso Internazionale di Pescara la FIEI, La Federazione Italiana Emigrazione Immigrazione promossa dalla Filef
e dall'Istituto Fernando Santi, ha impresso una notevole accelerazione al processo di rinnovamento interno che dovrebbe portare, in prospettiva, alla creazione di una grande
Federazione di associazioni migratorie democratiche di ispirazione laica e cattolica. Un percorso complesso, quello intrapreso della FIEI, che abbiamo cercato di percorrere insieme al Vice
Presidente dell'Istituto Fernando Santi Rino Giuliani. Un uomo di punta della FIEI - di cui è vice segretario - che è stato recentemente riconfermato nel suo incarico, insieme al
Presidente Piero Puddu, dall'Assemblea Generale dell'Istituto Santi.
Il secondo Congresso della FIEI - ha esordito Giuliani ricordando l'obiettivo primario dell'incontro di Pescara - rappresenta per noi, anche se
molta strada è già stata fatta, un'esperienza di crescita. Stiamo infatti costruendo, aprendoci al vasto mondo dell'associazionismo, una innovativa federazione che si ispira all'esperienza
culturale, politica e lavorativa del mondo associativo degli italiani all'estero e degli immigrati in Italia. Non è un caso che per la prima volta al Congresso di Pescara noi abbiamo avuto
tantissimi rappresentanti delle nostre associazioni all'estero e di quelle che operano in Italia per gli immigrati.
Il processo di integrazione delle esperienze d'emigrazione e d'immigrazione portato avanti dalla nostra Federazione - ha poi specificato
Giuliani evidenziando l'utilità di questa visione speculare che consente di trarre dalla nostra emigrazione indicazioni precise per l'inclusione sociale degli stranieri presenti in Italia -
sta procedendo rapidamente. Il rinnovamento organizzativo della FIEI riguarda in primo luogo l'Assemblea e il Direttivo della Federazione. Per la prima volta nella stessa struttura
dell'organizzazione sono rappresentati in maniera proporzionale gli attori delle regioni italiane, degli immigrati e delle realtà operanti all'estero. Il cambiamento della Federazione - ha
precisato Giuliani sottolineando la novità assoluta dell'operazione di sintesi avviata dalla FIEI anche rispetto ad altre associazioni - ci renderà più forti perché il nuovo Direttivo
rappresenterà in maniera concreta e più precisa l'intero mondo su cui interveniamo.
Dalla riforma organizzativa è stata inoltre disegnata una Segreteria nella quale il lavoro verrà distribuito collegialmente e saranno attuate
in maniera concreta le indicazioni programmatiche e progettuali del Direttivo, ed una Presidenza che ha funzioni di rappresentanza nei confronti delle istituzioni e delle altre associazioni.
Un insieme articolato dunque in cui il segretario generale e il vice segretario terranno il volano, con funzioni ripartite, del coordinamento.
Tutte queste proposte - ha poi precisato Giuliani - sono emerse dalle riunioni interregionali che hanno preceduto il Congresso di Pescara ed
hanno permesso, essendo state metabolizzate nella discussione congressuale, di accelerare il dibattito. Durante la discussione abbiamo quindi potuto anche affrontare le tematiche emergenti
ed i cambiamenti intervenuti dal primo congresso della FIEI, come ad esempio la legge Bossi Fini. Una normativa da rimuovere che ha mutato radicalmente il rapporto con gli immigrati ed ha
introdotto numerosi elementi di esclusione sociale.
Il vice segretario della FIEI, dopo aver ribadito l’esigenza di introdurre il diritto di voto amministrativo per gli stranieri soggiornanti in
Italia da almeno tre anni, ha evidenziato come al momento, nonostante i timori di alcuni settori della società, la presenza degli immigrati nel nostro Paese debba essere inquadrata in un
contesto di stabilità e di convivenza fra culture diverse. La società multiculturale - ha spiegato Giuliani auspicando al realizzazione di una convivenza civile che riconosca i diritti di
cittadinanza degli immigrati - è una certezza dei prossimi decenni. Su questo c'è una impreparazione totale delle istituzioni italiane e di altri Paesi europei. Ecco perché con il
Congresso di Pescara abbiamo anche voluto lanciare un appello alle altre associazioni affinché si possa costruire insieme un terreno di intervento che rinnovi la sensibilità del Paese
rispetto a questa tematica.
Per quanto riguarda invece la questione dell'esercizio di voto degli italiani all'estero da Giuliani, che ha escluso ogni ipotesi di rinvio,
sono state rivolte critiche al Governo per i ritardi applicativi della normativa costituzionale ed è stato chiesto che lo svolgimento delle elezioni all'estero avvenga in un contesto di
massima garanzia. (Goffredo Morgia-Inform)
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