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Reg. Trib. Roma n.357 (4/11/82) - Direttore responsabile:  Stelvio Antonini
  ANNO 2005 N.26 - SPECIALE CONGRESSO FIEI - Pescara 1 e 2 luglio 2005
3- LA FIEI PROPONGA ALL’UNIONE DI CENTROSINISTRA UN COMUNE PROGRAMMA PER I DIRITTI DEI MIGRANTI, di Stojan Spetich  

Lontano dai riflettori, praticamente oscurato da eventi mediatici considerati più importanti, come il congresso dell’UDC ed il consiglio nazionale di AN, il II Congresso di Pescara della FIEI, preceduto dal consiglio nazionale della FILEF, e a Roma da quello dell’Istituto Fernando Santi, è stato un momento importante di riflessione e di scelte operative rilevanti sul problema epocale delle migrazioni. Un problema rimosso dalla cultura del trash televisivo, ma ben presente nella memoria individuale e comunitaria di tanti italiani che per quasi due secoli hanno battuto le strade del mondo modificandone l’immagine e le prospettive. La storica componente di sinistra dell’emigrazione italiana, espressa dalla FILEF e dall’Istituto Santi, non condivide la demagogia sull’”italianità”  intesa come proiezione degli interessi nazionali all’estero, valorizzandola piuttosto come contributo alla costruzione di società multietniche, alla cooperazione internazionale, all’amicizia tra popoli.

Da paese di emigrazione l’Italia è ormai da tempo un paese d’immigrazione, eppure l’esperienza amara delle selezioni discriminanti, dello sfruttamento, della criminalizzazione non ha insegnato molto ai governanti che continuano a sbagliare anche in questi giorni con la fissazione delle espulsioni razionali, dei charter europei, dove si muore anche soffocati da un cuscino premuto sulla faccia dal gendarme perché non si protesti. E’ successo anche di recente, a Bruxelles, capitale europea.

Ecco che il congresso di 250 delegati da tutto il mondo e dall’Italia proclama con semplicità: agli immigrati stranieri i diritti che chiediamo per i connazionali all’estero. Quindi accoglienza civile, lavoro contrattualizzato, casa, sanità, scuola rispettosa delle differenze e curiosa della loro cultura, diritto al voto amministrativo. Sembra la massima cristiana di non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te…

Per gli italiani all’estero l’attualità è sicuramente il voto per le politiche del 2006. Se il Governo di Berlusconi non cercherà di vanificarlo con trucchetti dell’ultima ora, i 4 milioni di concittadini all’estero potranno eleggere 12 deputati e 6 senatori. Sarà importante vigilare per garantire l’individualità e la segretezza del voto per posta, la agibilità politica nella campagna elettorale.

Dai numerosi interventi dei delegati è emersa una gran voglia di partecipazione, la contrarietà a pasticci locali ed a eventuali candidati prefabbricati e paracadutati nelle realtà più significative. L’Unione di Prodi può vincere anche tra i concittadini all’estero se saprà considerare l’importanza di questa novità e se garantirà l’unità e la coesione del variegato e plurale mondo dell’emigrazione.

Il problema migratorio è complesso e va governato. Ne ho parlato durante una delle tavole rotonde organizzate nell’ambito del dibattito congressuale. Il nuovo governo di Prodi dovrà attrezzarsi per affrontarlo con efficacia, istituendo un ministero delle migrazioni o comunque un punto fermo istituzionale in grado di coordinarne le politiche.

Ai fenomeni migratori ormai storici si aggiungono in questi tempi i flussi determinati dall’allargamento dell’UE verso Est, l’entrata in questi paesi di cittadini russi, ucraini, centroasiatici. Malgrado la generale moratoria sulla libertà di circolazione della forza lavoro, la direttiva Bolkenstein, proposta di moderno caporalato europeo, potrebbe creare nuove migrazioni conflittuali.

Insomma, la FIEI ha dinanzi a sé compiti reali e dovrà renderne partecipe tutta l’Unione di centro sinistra, sin dalla formazione del suo programma.

Sia perciò l’augurio antico e pur sempre moderno: “Al lavoro, alla lotta”.

Stojan Spetic


 
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